| ITINERARI:
CILENTO DA SCOPRIRE |
Da
Agropoli si diparte, sia verso le colline che lungo la
costa, un itinerario turistico culturale che non si
esagera a definire fantastico in ogni suo aspetto. In questi ultimi anni di permanenza nel Cilento per
ossigenarmi e ritemprarmi dalla lunga attività di
giornalista, ho avuto la buona idea di avventurarmi nel
cuore del territorio assieme ad una giovane collega
fotografa, che aveva sperimentato il suo talento già in
una fortunata pubblicazione sui palazzi storici
napoletani: insieme abbiamo battuto a tappeto, si può
dire, ogni angolo, contrada e borgo del Cilento,
stupendoci davanti a monumenti, castelli, palazzi e scavi
ancora misconosciuti: e apprendendo lembi di una storia,
che prima l'Antonini e poi Pietro Ebner, sono riusciti a
ricostruire minuziosamente, impegnandosi in anni di
ricerca e di analisi. E, volendo spendere qualche rigo su ciò che ho visto ed
ammirato in giornate di viaggi sempre troppo brevi, come
non cominciare proprio dalle dimore dei due storici
cilentani, che sorgono a Cuccaro Vetere e a Ceraso?
La
prima, abbandonata e povera nella sua architettura rurale,
si trova a pochi metri dalla bella chiesa barocca di San
Pietro; la seconda all'inizio di Ceraso, ben curata e
ancora elegante, appartenuta alla potente famiglia dei
Lancillotti, che nel secolo scorso ebbero la forza di
opporsi a lungo alla ricostruzione del campanile della
chiesa di San Nicola, perché non volevano che superasse
in altezza la torre del loro nobile palazzo. Giuseppe Antonini, barone di San Biase, scrisse nel 1745
"La Lucania" che completò undici anni dopo,
mentre suo fratello Annibale, più egocentrico e
polivalente uomo di cultura, fu autore e editore, a
Parigi, di grammatiche e dizionari.
Il palazzetto di questi due esimi personaggi del Cilento
è seriamente compromesso e, se ricordiamo bene, è privo
perfino di una lapide che ne ricordi i natali. Lapide, invece, che non hanno trascurato di apporre sulla
facciata della casa di Ebner, abitata ancora dalla vedova,
gli amministratori di Ceraso, per ricordare il medico
autore della citatissima "Chiesa, Baroni e Popolo del
Cilento" e di altre ponderose opere. Parlavamo,
prima, di monumenti e di castelli. Dovremmo citarne decine,
perché ogni borgo del Cilento, anche il più piccolo e recondito,
ne possiede almeno uno.
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