ITINERARI: CILENTO DA SCOPRIRE

Un itinerario storico-culturale, per ora solo ideale, che comprende Agropoli e dintorni non può trascurare lo scalone e l'antichissima porta che dà accesso alla rocca agropolese; la Basilica di Castellabate con all'interno piccoli capolavori di pittura e di scultura religiosa; i palazzi gentilizi e i portali in pietra di Torchiara, di Prignano e di Laureana; il mastodontico castello di Rocca Cilento a cinque torri; lo stupendo campanile di Santa Maria Vetere, del XIV secolo, nel piccolo cimitero di Lustra, e il vicino convento francescano, ricco di affreschi all'interno dell'artistico chiostro.Purtroppo sono quasi tutti preda dell'incuria, che tuttavia non ne ha fatto perdere la suggestione. 

Tra i castelli meglio tenuti ricordiamo quello di Agropoli, che fu conquistato dai saraceni e dovette poi resistere alle tempeste della lunga guerra del Vespro. Il poderoso maniero, uno dei pochi circondato ancora dal fossato, accolse i vescovi di Capaccio e, verso la fine del Diciottesimo secolo, la fatale Luisa Sanfelice, quasi segregata, assieme al marito, tra Laureana e Agropoli, perché invisa alla corte di Napoli per la sua condotta ritenuta eccessivamente "allegra". Ma anche il castello dei Marchesi Atenolfi, fondato da Guido d'Alemagna quasi mille anni fa, la cui torre massiccia svetta sul cocuzzolo di Castelnuovo, è molto ben conservato e meriterebbe di essere aperto alle visite, visto che è chiuso da tempo. Così come è ben conservato quello, più piccolo ma molto più vissuto di Vatolla, dove ha trovato posto il prestigioso museo vichiano. Purtroppo, la costante in questo campo è rappresentata dall'assedio che da decenni le pietre miliari della storia del Cilento subiscono dal degrado e dall'abbandono. 

I borghi storici, che sono indubbiamente ricchi di fascino, attendono che gli Enti preposti escano dalla fase delle parole e dei convegni e passino, finalmente, al reale recupero del territorio. Quando ciò avverrà, conosceremo forse un Cilento nuovo, che potrà allargare le sue prospettive di sviluppo grazie alla valorizzazione di tutti i suoi beni culturali, oltreché ambientali. Pensiamo, ad esempio, a quella che potrà essere Velia, quando gli scavi saranno resi più accessibili e visibili anche attraverso un museo archeologico, oggi purtroppo inesistente, nonostante vi siano migliaia di reperti imballati in casse che nessuno ha mai aperto e sulle quali viene mantenuto da anni un colpevole top secret. E l'importanza che potranno assumere i centri storici di Castellabate e di Pollica, quando i Comuni acquisiranno la gestione degli antichi castelli in cui sono in corso lavori senza fine. 

<<Indietro   Avanti>>