MACCARUNI RE CARUSELLA
"Ma come non l'hai vista! " aveva esclamato Nicola. "E' lą sul tavolo; quella con la spiga pił piena e dorata; proprio lą, al centro. L'ho recuperata a Pruno.."
"I maccaruni re casa se facģano co la Carosella" mi aveva detto mia madre, "ma non la trovi pił".
Avevo provato a cercarla, senza alcun esito: era proprio sparita. Il suo sapore: solo qualche ricordo molto vago, quasi indefinibile, ma di lei nessuna traccia.
All'apertura del Laboratorio di Ricerca Gastronomica " Al Frantoio", avevo cercato ancora, poi mi ero rassegnato: un altro pezzo della memoria gastronomica del Cilento era stato ingoiato dal passato.
"Salvare il salvabile" era questo il programma semplice e chiaro tracciato da Roberto, che aveva chiamato a raccolta noi produttori biologici per la Cena dei Semi Buoni, a Paestum, alla tavola del suo Calypso, macrobiotico e mitico. Ed avevamo passato in rassegna i fagioli di Michele di Controne, i ceci e le cicerchie di Monteforte, l'olio dei biologici della Coop Nuovo Cilento, i fichi bianchi di S. Mauro, il vino di ... ma di lei ancora nulla.
"Ci ritroviamo sempre noi, i soliti quattro pazzi" mi aveva sussurrato all'orecchio Michele, fagiolaro biologico della prima ora, per non farsi sentire dalla giornalista di Repubblica, che scrutava ognuno di noi e fissava con troppo puntiglio ogni cosa sul suo taccuino.
Poi uno scoppio di allegria di Nicola l'aveva fatta riapparire; l'aveva sollevata in alto come un trofeo con le sue mani grandi, di patriarca: " Non l'avevi vista........la Carosella!" Solo lui poteva farlo, perché a pochi č concesso salvare il salvabile. Solo a chi ha scelto di imparare a riconoscerlo.
"Fatti sentire a giugno; ne potremo avere qualche chilo per la semina". C'eravamo lasciati cosģ con lui.
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